Prima che gli occhi si abituassero a percepire quel che cadeva, passò un po’ di tempo: a dire la verità fui io che tardai, perché m’aspettavo che i pezzi della Luna, fossero anche loro luminosi.

[…]

Avrei voluto chiudere gli occhi e non potevo; ma quando sentii la voce di Sibyl che diceva:
– Certo, fa schifo anche a me, ma se pensi che finalmente è stabilito che la Terra è diversa e superiore e che noi siamo da questa parte, credo che possiamo prenderci per un momento anche il gusto di sprofondarci dentro, perché tanto poi… – mi voltai di scatto verso di lei. La sua bocca era aperta in un sorriso che non le avevo mai visto: un sorriso umido, un po’ animale…

È un nuovo giorno e il mio orologio biologico mi avverte che è ora di alzarmi. La solita routine? Anche fosse, oggi c’è qualcosa di diverso, in casa c’è un silenzio totale. Saranno andati via tutti? Impossibile. Mi precipito fuori dalla camera. Sono lì che corrono avanti e indietro. Riesco a vedere il gesto dell’autista dello scuolabus che minaccia di lasciare qui i bambini. Ciò nonostante, non sento niente.

Il caffè è sul tavolo, lo bevo con calma, poi esco di casa. Lungo il tragitto, mi imbatto in una processione che va verso la chiesa, la supero per guardarla da una panchina del parco. Alle dieci del mattino, gli studenti urlano di nuovo gli slogan, ma ora non riesco a sentirli.
Vado in un fast food. È semplice: scelgo una delle offerte, indico quello che voglio e pago il prezzo scritto sul volantino. Il dipendente mi dà qualche informazione. Gli faccio segno che non riesco a capirlo quindi mi fa notare un avviso. Leggo: “A partire dalla prossima settimana, i prezzi saranno ricalcolati a causa delle nuove imposte”. Nulla da dire, penso.
Spunta il sole e mi rifiuto di scendere dal letto.

[…]

Non riesco a parlare, non riesco a sentire e, oggi, mi accorgo di star diventando persino… invisibile.

Italo Calvino, “La molle Luna”, da Ti con zero / Sandra Tavárez, Silenzio, pubblicato su Latinoamerica pop

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La fuga (un po’ di)

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I testi sentono voci in un deserto

L’arte della fuga / Giuseppe Pontiggia

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