Esiste una letteratura rivolta verso un lato dell’esperienza umana abitato da presenze sottili che si sottraggono a sé stesse; ombre, inquietudini che si materializzano e persistono. Ritrae dimore silenziose, segreti sepolti e paure che parlano, in fondo, di noi, tenuti a confrontarci con significati che non rispecchiano quanto abbiamo intorno, con i limiti della nostra conoscenza, ma soprattutto con l’eventualità che non esista alcuna distinzione definitiva tra mostruoso (che rifuggiamo, accusiamo, vorremmo distruggere) e umano, tra ragione e follia, tra ciò che possiamo comprendere e ciò che, invece, ci supera. Di seguito i nostri consigli.

Le notti di Salem di Stephen King, pubblicato in Italia da Sperling & Kupfer nel 1977, tradotto da Carlo Brera. Si tratta del secondo romanzo del re dell’horror, uno dei suoi più iconici. Ambientato in una piccola cittadina del Maine, il libro mette in scena il ritorno di un antico male: i vampiri. Stephen King mescola atmosfere gotiche e quotidianità americana in un crescendo di tensione. Un classico imperdibile, scritto in maniera magistrale. Ma se siete particolarmente impressionabili non leggetelo prima di dormire.
Marta Grima

Piccola antologia cinese del macabro e del fantastico, a cura di Claudia B. Unali (ABEditore).
Fantasmi in cerca di giustizia, spiriti vendicativi, animali che assumono sembianze umane e creature che sfuggono alle leggi del mondo terreno. Nell’immaginario della Cina medievale, il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti era molto più sottile di quanto si possa immaginare. Attraverso ventinove racconti, composti tra il IV e il XIII secolo, questa antologia ci accompagna alla scoperta di un universo fatto di apparizioni inquietanti, incontri soprannaturali e viaggi nell’Oltretomba. Il fantastico diventa uno strumento per interrogarsi sulla giustizia, sulla morale e sulle contraddizioni della società. I fantasmi non tornano soltanto per spaventare, ma anche per denunciare ingiustizie, chiedere conto di promesse non mantenute e ristabilire equilibri spezzati. Nata da un laboratorio di traduzione dal cinese classico, la raccolta riporta alla luce storie che hanno alimentato per secoli l’immaginario cinese. Un’occasione per scoprire il lato più oscuro e sorprendente di una tradizione letteraria ancora poco conosciuta in Italia.
Giorgiana Madalina Moldovan

L’inquietudine sale e ti assale, cresce dentro alle parole messe nero su bianco e dietro alle tue palpebre che, spalancate, leggono in poco più di sessanta pagine quattro storie enigmatiche e perturbanti. La strega, L’ubriaco, Charles, Il dente. Cosa lega vite diverse le une dalle altre? Come si intrecciano destini distinti nello spazio e nel tempo? Shirley Jackson, pubblicata da Adelphi e tradotta da Silvia Pareschi, amalgama i protagonisti di questi quattro racconti brevi con un semplice movimento della penna, che dal basso verso l’alto disegna una curva crescente di tensione e incertezza. Il punto di vista si sposta senza fretta: siamo bambini, innocenti, il cui sguardo curioso e indagatore è in noi un offuscato ricordo d’infanzia, una memoria sicura ma traballante; allo stesso tempo, siamo in una zona d’ombra, sul filo del rasoio che separa la nostra realtà tangibile dalla follia imminente. Quello che sto leggendo è reale o inventato? Quello che sto vivendo è oggettivo o una mia allucinazione?
Terminato questo libricino, la risposta a tali domande non sarà del tutto scontata.
Annachiara Mezzanini

Arriva Halloween, arriva l’horror, ma stavolta dal profondo oriente, da una Corea dove nulla è come sembra, nulla è come dovrebbe essere, nemmeno la follia o la magia. Si comincia da una famiglia che di mestiere “produce oggetti maledetti”, ma solo a fin di bene… Bora Chung (nella traduzione di Andrea De Benedittis) offre dieci racconti che nessuno può leggere dall’inizio alla fine senza uscirne indenne.
Soter Mulé

I pericoli di fumare a letto di Mariana Enríquez, tradotta da Fabio Cremonesi, è una raccolta che talvolta annichilisce nelle possibilità del fantastico. Dodici racconti che spaziano dall’horror psicologico al perturbante in un contesto in cui i piccoli temi del presente riverberano come denuncia sociale. Il folklore, la gelosia, i corpi, sono solo alcuni degli argomenti che si mescolano e che ci costringono a riflettere sugli orrori del quotidiano. Un’opera che senza dubbio non potrà lasciarci indifferenti.
Diego Frau

Una lettura dal fascino intimo, malinconico e sottilmente inquietante è Racconti per uomini ancora bambini di Teresa Wilms Montt (Edizioni Arcoiris, traduzione di Livio Santoro).
In questa raccolta di brevi prose poetiche e favole scure, la scrittrice cilena spalanca la porta del tempio della fantasia per esplorare la solitudine, il dolore, l’infanzia perduta e le ombre dell’anima. Fin dalle prime pagine, il tono è perfetto per l’atmosfera crepuscolare: i lettori vi troveranno bambole inquietanti inanimate a cui viene infuso un soffio di ragione, rievocazioni di leggende macabre e spettri attorno al focolare, e rivisitazioni cupe di fiabe classiche come Cappuccetto Rosso, dove il lupo assume i tratti d’ombra della crudeltà umana e del destino.
Con una scrittura febbrile, decadente e intrisa di struggente poesia, Teresa Wilms Montt trascina il lettore in un “inverno senza fine” dell’anima, dove il confine tra fiaba, sogno e incubo si fa impercettibile. Una lettura breve ma densissima, ideale da assaporare al lume di una candela mentre fuori cala l’oscurità.
Claudia Putzu



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